Dobbiamo essere solidi, leggeri e resilienti

Finalmente le vacanze sono arrivate, e con loro questo strano Natale.
Apparentemente triste, certamente anomalo, un po’ più rarefatto.
Dico ‘apparentemente’ perché noi genitori possiamo fare la differenza, nella decodifica emotiva di questo difficile periodo.
Se per il fatto di non poter stare con parenti ed amici siamo lagnosi, arrabbiati, colpevolizzanti col Governo, col Covid e con ‘Saturno contro’ (ahh no, ora pure lui si è allineato), beh certamente i nostri figli replicheranno il nostro vissuto emotivo. E così non insegneremo loro a gestire le emozioni, anche quelle più faticose, come la frustrazione, l’impotenza e l’ansia: è proprio di fronte a queste che ci sta mettendo questa lunga pandemia. Sia che siamo adulti, sia che siamo ragazzi o bambini.

Siamo limitati, nelle uscite, nella socializzazione, nella libertà; se è frustrante per noi grandi, pensate per i nostri figli, soprattutto per gli adolescenti!
Ci sentiamo impotenti, perché ancora non c’è una cura chiara, una soluzione, ma solo regole da rispettare, che generano altra frustrazione.
Siamo perennemente in ansia, chi di ammalarsi, chi di perdere il lavoro o proprio di fallire, chi di tornare a scuola, chi di restare ancora in Dad.
Convivere con queste 3 emozioni ci sta mettendo a dura prova!

Ecco perché noi genitori siamo chiamati ad un enorme gesto di responsabilità, cercando di vivere 3 caratteristiche necessarie in questo momento storico: solidità, leggerezza e resilienza. Come sempre sapete che io amo dare concretezza alle parole, e provo a condividere con voi dei piccoli esempi, che potremmo praticare in queste vacanze, e forse anche dopo:

1) ESSERE SOLIDI, che non significa però essere pesanti. Anzi, proviamo in queste vacanze a liberarci di moralismi, filippiche eterne, panegirici infiniti per i vestiti in disordine o perché stanno troppo al cellulare. Ci sono le regole, definiamole e applichiamole! Con fermezza e risolutezza; ma evitiamoci gli scleri continui, o le urla titaniche in famiglia. Ora più che mai i nostri figli hanno bisogno di genitori che sanno governare le emozioni: lo so, è dura, da 10 mesi siamo messi a dura prova anche noi, la pandemic fatigue si fa sentire, siamo provati e logori. Lo so. Ma siamo genitori. Non possiamo permetterci di perdere la bussola. In questa tempesta che stiamo attraversando noi siamo come le guide alpine in montagna: siamo quelli esperti, che devono portare fuori dalla bufera di neve gli altri, un passo dopo l’altro, con calma e risolutezza.
Essere solidi significa che di fronte a momenti di fatica e ansia dei figli, di fronte alle loro fragilità, noi rimaniamo focalizzati, respiriamo, non scleriamo, ci sediamo lì con loro e li aiutiamo, magari a risolvere quell’equazione che non viene, o a montare quell’astronave coi lego, a fare quella torta a cui tenevano tanto, o a trovare una soluzione in un litigio tra fratelli.
Poi dopo, se ne abbiamo bisogno, andiamo in camere da letto 5 minuti e ci facciamo un pianto liberatorio, da soli. O una camminata all’aria aperta e, gridando, mandiamo a farsi fottere il Covid e tutti i maledetti virus e i lockdown che ci stanno incasinando l’esistenza. Il che non vuol dire fare i supereroi eh, attenzione! Anzi, farci vedere umani e senza tutte le certezze e le risposte è importante. Ma neppure travolgere ed allagare emotivamente i figli va bene.
Ricordiamo che gli adulti, le guide, siamo noi.

2) ESSERE LEGGERI, che è proprio fondamentale quest’anno. Leggerezza per me significa metterci sempre il sorriso, il gioco, l’ironia e, perché no? anche qualcosa di ludico nella vita familiare. Sarà un Natale diverso, per coloro che non potranno passarlo con la famiglia allargata, ma perché non provare a renderlo un “Natale speciale” lo stesso? Inventiamoci ancora più giochi da fare in famiglia in queste vacanze, anche se i nostri figli sono già grandi: noi da anni, passata la “fase Babbo Natale”, la mattina del 25 facciamo una sorta di caccia al tesoro. A turno ognuno di noi (io e mio marito già la sera prima, come da tradizione) nasconde i regali per gli altri negli anfratti della casa, e poi pronti via, scatta il cronometro per vedere chi li trova prima tutti! Per il pranzo di Natale potremmo cucinare tutti insieme, e nelle vacanze magari inventarsi la giornata di sfida culinaria in stile “i 4 ristoranti”, dove ognuno cucina un piatto e poi ci bisogna darsi i voti reciproci! Ovviamente riscopriamo i giochi da tavola (lo so, a volte i figli adolescenti ce li snobbano, ma insistiamo!), per i piccoli predisponiamo atelier artistici, quintali di formine di pasta di sale (se vogliamo tenere basse le ore di tecnologia, ci vorranno un po’ di alternative accattivanti!), facciamo le maratone cinema pianificando un bel cineforum vacanziero (concedere un po’ di binge watching di una bella serie televisiva può essere un’eccezione legittima per i nostri adolescenti, soprattutto se è fatto con noi…), lasciamo da parte i lavori di maxi pulizia e riordino che, con quel sadismo che contraddistingue noi genitori, spesso piazziamo proprio nelle vacanze, perché “tanto abbiamo tempo”. No! Non quest’anno! Dobbiamo ristorarci, riposarci, provare a divertirci, trasmettere e vivere un po’ di sana leggerezza. Ne abbiamo tutti un gran bisogno.
Ci aspettano altri 6 mesi tosti da gennaio. Cerchiamo di arrivarci ricaricati!

3) ESSERE RESILIENTI, parola ormai abusata, lo so. Ma io ho sempre parlato di resilienza ai genitori, in tempi non sospetti. La resilienza, lo sapete, non significa resistenza: quest’ultima implica il reggere con una tale forza oppositiva all’evento, che poi magari dopo aver retto, ci spezziamo. Fronteggiare gli eventi con resilienza significa invece adattarsi, cambiare, usare pensiero divergente, attivare problem solving piuttosto che stringere i denti e basta, significa rimanere forti ma non rigidi: avete presente i grattacieli di Tokyo? Che sono alti e robusti, ma quando c’è una scossa di terremoto, anche forte, non crollano. Andate a vedervi un video (magari insieme ai vostri figli), è davvero impressionante! Questo accade perché sono costruiti per far in modo di adattarsi alle scosse, incassarle, attutirle. E come lo fanno? Oscillano. Ho sempre trovato evocativa questa immagine. Mai come ora dobbiamo diventare dei “genitori oscillatori”, solidi ma flessibili, con fermezza educativa ma capaci di fare eccezioni alle regole, rigorosi ma anche morbidi e accoglienti, in balia anche noi di emozioni contradditorie che oscillano, che dobbiamo provare a governare in questo marasma emotivo in cui siamo finiti.
I nostri figli hanno bisogno di noi.

Hanno bisogno non tanto della nostra forza da supereroi (anche se un po’ lo siamo, ammetiamolo!), quanto della nostra consapevolezza. Della nostra determinazione. Della nostra caparbietà. Del nostro coraggio.

Traghettiamo i nostri figli fuori da questa fase, con la consapevolezza che sulla barca ci siamo tutti insieme. Che a volte saranno anche loro a dover remare con noi. Che la barca non affonderà.
E diciamolo guardandoli negli occhi, e con un sorriso, che quello aiuta sempre.

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