Greta, la tua lotta è anche la nostra


“Quando mai abbiamo visto una simile potenza di fuoco contro Greenpeace? O contro il WWF? O Al Gore, o Leonardo di Caprio. Contro persone e organizzazioni ben più solide, ricche, dotate e numerose di questa ragazzina con le trecce? E allora perché è lei a fare paura? Ciò che fa paura di lei non è il suo ambientalismo. Ma la sua età. Non hanno paura delle battaglie ambientaliste di Greta, ma dei suoi 16 anni”
Con questa frase Emilio Mola, noto giornalista pugliese, in un suo post sferza un duro attacco agli adulti – e a certi politici – che da mesi attaccano Greta Thunberg in modo vile e inconsistente. Zero argomentazioni sui contenuti, ma attacchi sull’estetica, lo sguardo, le treccine, è manipolata, è invasata (eh, sarà perché è Asperger), sta male, va aiutata (perché è Asperger!). Ma se fino a ieri alla parola Asperger pensavate a un nuovo tipo di aspirina o ad un personaggio di una saga fantasy, fatemi il piacere! Tutti neuropsichatri?


Non mi voglio addentrare nella questione politica, chi mi segue sui Social sa come la penso. In tempi non sospetti (più di un anno fa!), quando Greta scioperava il venerdì, sola e sconosciuta, seduta davanti al Parlamento svedese col suo cartello scritto a mano, io l’avevo già condivisa sul mio profilo Facebook elogiandola, definendola “una potente”, e lo penso tutt’ora. Certo è particolare, talvolta sembra trapassarti con lo sguardo, ma forse ha portato avanti con tanta caparbietà la sua battaglia proprio grazie all’Asperger, che definisce un dono.

Non credo sia manipolata, penso che i suoi genitori la sostengano perché vedono che nella lotta per il clima ha trovato un obiettivo da perseguire con motivazione e grande determinazione. Voi non lo fareste per i vostri figli? Non credo si sfrutti la sua immagine per fare soldi, con un libro poi! Avete idea di quanto poco si guadagni coi libri, a meno di essere Stephen King? Che in Italia anche lui, poraccio, tra un po’ sarà soppiantato dalla De Lellis. Son tempi duri, per gli scrittori! Ecco, forse se Greta dicesse cose frivole come la “Giulia influencer” sarebbe meno attaccata. D’altronde farebbe quello che ci si aspetta da lei in quanto giovane donna: foto sexy, un libro su amori e corna, e due post su Instagram. E invece? Cosa combina Greta? Diventa un’influencer per i giovani, con un seguito al pari di Elisa Maino e di Giulia De Lellis (anzi, su Instagram ha più followers di entrambe). Figo, no?


A me non interessa quel che pensate di Greta voi adulti, a me sta a cuore ciò che ha scatenato nei giovani, nei ragazzi, quelli che oggi, oltre alle influencer di moda o al Ronaldo di turno, seguono anche lei. E non solo sui Social, ma nelle piazze! Come hanno fatto a marzo, a maggio, e come faranno domani, quando in migliaia manifesteranno per dire la loro su temi come ambiente, clima, risorse della terra, futuro. Già, il loro futuro: quello che noi adulti abbiamo messo a rischio, come se per i nostri figli e nipoti avessimo un pianeta di scorta. << Avete rubato i miei sogni, le persone stanno soffrendo, interi ecosistemi stanno collassando, e tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica. Come osate?>>, ha tuonato Greta nei giorni scorsi.

Oggi i giovani hanno un nuovo modello da seguire, un’attivista che ha risvegliato alti ideali, rianimando la lotta per difendere l’ambiente e per arginare l’emergenza climatica.
Ecco perché credo sia importante che i nostri ragazzi aderiscano al global #ClimateStrike, anche se a mio avviso non ha più tanto senso chiamarlo “sciopero: potrebbe essere unvoccasione per scendere in piazza al loro fianco, anzi al loro seguito. Lasciamo che si organizzino, con letture, striscioni, discorsi, flash mob e tutto ciò che sanno fare benissimo, anche senza la guida di noi adulti. Però poi, come Scuola, come Istituzione, bisognerebbe aderire all’iniziativa, esserci, ascoltare le loro argomentazioni, presenziare in quanto adulti alleati con i giovani su questo importantissimo tema.

In diversi mi hanno criticata per questa mia posizione: alcuni sostengono che questa è una lotta dei giovani contro il sistema, che gli adulti non devono intervenire ma lasciar fare loro in autonomia, addirittura mi è stato obiettato che i giovani devono avere i loro spazi per ribellarsi agli adulti e non possiamo negargli lo scontro. Mi spiace, ma non sono daccordo. Chiariamoci: io sono una fautrice dello scontro generazionale, e i miei figli lo sanno bene!

Ma individuiamo con attenzione il terreno di gioco su cui muoverci in questo scontro! E, secondo me, non è quello dell’ambiente. Qui gli adulti, e i Professori in particolare, non devono porsi in antitesi, come i nemici da combattere, ma è bene che si pongano come alleati. Dice bene Ludovico Arte, illuminato Dirigente scolastico, quando scrive: “E’ arrivato il momento per lo Stato, e quindi anche per la Scuola, di dare un segnale diverso, di dimostrare che è davvero dalla parte dei cittadini. La lotta contro l’inquinamento è una battaglia esemplare da combattere insieme […]. Ognuno farà le proprie scelte, ma sarebbe auspicabile che le Scuole fossero in qualche modo presenti alla manifestazione. L’importante è che comunque tutto non si concluda con una bella mattinata di mobilitazione. La vera partita inizia il giorno dopo, una volta arrotolati gli striscioni. Se saremo capaci di modificare i nostri comportamenti quotidiani, nelle case e nelle scuole, forse potremo sperare che le sorti del nostro pianeta cambino davvero”.


Questa mobilitazione è una delle più belle e ghiotte occasioni educative che i ragazzi ci stanno offrendo: cari docenti, che domani siate in piazza con i vostri alunni o rimaniate in classe con loro, sospendete il programma, vi prego. E iniziate ad ascoltare i ragazzi su questo tema. Se potete, preparate anche qualche attività ad hoc: basta il docufilm di Di Caprio “Before the flood” e una discussione in circle-time, se avete poco tempo e poche idee. Oppure date spazio alla creatività.

Ma non lasciate che questa manifestazione passi in sordina, o che sia percepita come una “mobilitazione dei ragazzi” e basta, confermando quel pregiudizio che talvolta fa dire che la Scuola è lontana, scollegata dal mondo reale (a volte, ahimè, con un fondo di verità).

Colleghiamola, vi prego. È urgente quasi come la tutela ambientale!

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