Come siamo vecchi, come siamo “Boomers”

Vorrei condividere anche io due riflessioni sulla vicenda di Carlotta Rossignoli, la 23enne laureata in medicina con 6 mesi di anticipo, quella che fa anche l’Influencer, la modella, viaggia, e che che da giorni subisce attacchi su vari fronti, e li subisce soprattutto da noi ‘vecchi’ over 40, che vediamo in quel modello tutto l’orrore di questa generazione.

Premessa pedagogica: non voglio parlare della vicenda dal punto di vista educativo, lo hanno già fatto in molti, e vi invito a leggere, in primis, un post di Cinzia Pennati, in cui fa una riflessione sulle fragilità e sugli inciampi, ed evidenzia come sia importante rompere il binomio successo-felicità. Concordo.
Stranamente, voglio spostarmi questa volta dalla questione educativa, a quella di genere.
Anche se, ovviamente, non posso esimermi dal dire che anche io trovo disfunzionali questi modelli di vita iper-prestazionali, con tutte le tappe anticipate (il liceo classico finito in 4 anni! L’università di medicina finita 6 mesi prima!), soprattutto per come la cosa possa essere letta da altri ragazzi e ragazze normodotati, che potrebbero vedere in Carlotta un modello inarrivabile e, quindi, traballare sulla loro autostima e sentirsi inadeguati.

Come vedete, ho già introdotto un termine che farà inorridire molti: normodotati.
Ehh sì perché sicuramente Carlotta, dal punto di vista intellettivo e cognitivo, non è una normodotata, come lo siamo io e voi (che siamo comunque persone meritevoli, capaci, magari con altre forme di intelligenza); lei ha certamente un’intelligenza e una dotazione cognitiva (fatta di velocità di apprendimento, capacità di memorizzazione, pensiero logico deduttivo, ecc ecc) fuori dal comune, decisamente sopra la media, o non avrebbe fatto ciò che ha fatto (anche il fatto che sostenga che da sempre le bastano poche ore di sonno per sentirsi riposata, combacia col quadro… ingenua lei nel dire quella frase, tanto travisata!).
Dalle interviste emerge che fa anche sport, ha suonato il pianoforte, ama usare i Social (e qui si è scatenata la gogna!), è di certo una che sa ottimizzare, organizzarsi, è una spugna che assorbe ogni cosa che impara, con un cervello che gira veloce. Velocissimo! Uscite dai nostri parametri! Sono una percentuale rara, ma di persone così iperdotate intellettivamente ne esistono. Io ne ho uno in famiglia, per dire.

Quindi, è la prima che conosciamo con questo piglio geniale, che finisce agli onori della cronaca?
Di sicuro no, ogni tanto vengono fuori notizie di ragazzi che fanno cose strepitose nei percorsi di studi, spesso bruciando le tappe.
Ma è la prima di cui si parla per così tanti giorni sui vari media, con così tanto livore e critiche agguerrite.

Eppure del 26enne Giulio Deangeli non si è parlato così tanto: ha preso ben 5 lauree con Lode in sei anni, in Medicina, Biotecnologia, Ingegneria, Biotecnologia molecolare, più un diploma d’eccellenza in scienze mediche al Sant’Anna. Proprio mentre faceva Medicina si è appassionato anche di biotecnologie e, in mezzo, perché no? Ci ha messo pure Ingegneria (ha potuto farlo sfruttando una clausola della Normale di Pisa, senno fino a quest’anno non era possibile fare due lauree contemporaneamente). Ha fatto anche un dottorato di ricerca in neuroscienze a Cambridge, selezionato tra 23.000 candidati. Ahh, ha pure scritto un libro, “il mio metodo geniale”, uscito a gennaio 2022, e fa pergiunta dei video ‘simpatici’ in cui spiega che studiare è facile, basta avere il metodo giusto. Il suo. Ehh già, bastasse quello….

Nessuna critica per tutte queste tappe bruciate? Avrà dormito poco anche lui, no? Avrà sacrificato la sua vita sociale? Nessuno scandalo su di lui? Nessun dubbio di come abbia fatto a prendere 5 lauree in 6 anni (che, scusate, a me para più incredibile questo, che finire medicina 6 mesi prima eh…). Nessuno insinua (Lucarelli, dove sei?) che forse abbia avuto qualche agevolazione, qualche scorciatoia? Nessun timore che “il suo metodo geniale” mandi in crisi qualche studente normale o mediocre, facendolo sentire inadeguato perché non ha le sue prestazioni scolastiche? (visto che, con il suo metodo geniale, la fa anche facile, lui…)

No, nulla di tutto ciò: sui media se ne è parlato, ma relativamente poco, e io stessa (che sui Social ci bazzico parecchio) ho scoperto l’esistenza di questo ragazzo-genio attraverso un post della bella pagina Ihaveavoice, che ringrazio.
E, quindi, come viene detto in quella pagina, mi do anche io un’unica spiegazione sul perché Giulio non abbia subito gli attacchi e accuse che ha subito Carlotta, ma sia anzi stato lodato in ogni testata giornalistica per le sue mirabolanti imprese scolastiche.

Giulio è un uomo, Carlotta è una donna.

Giulio rappresenta, nel nostro immaginario, il perfetto studioso, un genio nerd, un po’ pallido, gli occhiali, abbigliamento serio. Non si espone sui social, al limite si lancia in qualche ‘innocente’ video su youtube. Insomma, è uno che “è tutta testa”, o così almeno appare.

Perfetto per essere apprezzato.

Invece Carlotta, rappresenta, nel nostro immaginario così vecchio, triste e velatamente patriarcale, tutto il contrario di quello che ci aspettiamo da una donna intelligente.
E’ bella, direi molto bella, si espone sui Social come farebbe qualunque ragazza della sua età (e magari ci guadagna pure qualcosa dai Social, probabilmente si paga i viaggi con quei soldi, oddio!), fa anche la modella, si è presentata alla discussione di laurea con un tailleur rosso fiammante, un tacco 12 e una minigonna (ahh, se solo avesse messo un bel tubino nero altezza rotula!). Insomma, una che sembra “tutto corpo”, o così almeno appare.

Perfetta per essere massacrata.

Ammettiamolo, è così, la nostra generazione si porta ancora dietro quello stereotipo, odioso, per cui la diade bella&intelligente non va bene, è inammissibile, o comunque stona, è sospetta e, quando c’è, ci deve essere qualcosa sotto.
Se sei bellissima, allora devi essere una un po’ stupida, se sei intelligente, allora devi essere come Margherita Hack (con tutto il rispetto eh), o perlomeno una con un’immagine sobria, possibilmente struccata, e vestita poco appariscente.

Già i capelli della Cristoforetti davano fastidio, figuriamoci le gambe lunghe della Rossignoli.
Ma la nostra Samantha rispetta comunque i canoni accettabili, è simpatica ma non proprio bellissima, è un po’ androgina, insomma perfetta per poter essere una donna intelligente. Carlotta no.

Sapete che vi dico, io che lavoro con i giovanissimi: che loro, sulle questioni di genere, stanno già andando oltre. Per loro non è disdicevole avere 40.000 followers su un Social, fare post sexy su Instagram, nel contempo laurearsi in medicina ed essere una ragazza studiosa e, quindi, con una gran bella testa.

Per loro una bella testa può stare anche dentro un bel corpo. In questo ci battono 100 a 1!

A me questo fa pensare. E credo che, almeno un pochino, da loro dovremmo imparare.

Sono certa che Carlotta imparerà a dosare la sua eccessiva esposizione del proprio corpo sui Social, ad equilibrare le sue multi energie, a rallentare un pelino e a coltivare di più le amicizie e le relazioni sentimentali. Uscendo dal costrutto del successo a 360°. Diamole tempo. Ha solo 23 anni, e fino ad ora ha solo corso!

Mentre sul popolo criticone e rosicone di noi adulti ho poche speranze, pochissime.
Per fortuna questa generazione di ‘boomers dentro’ è destinata a estinguersi.
E, chissà, magari qualcuno di questi verrà, tra 20 anni, curato in un ospedale da Carlotta.
Non oso pensare le battute e i doppi sensi che girerebbero, ancora tra 20 anni, da quelli della mia generazione, uomini e donne, sulla Dott.ssa quarantenne gnocca!
#nocomment

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