Bene, ma non benissimo

Ovviamente il titolo è ironico, perchè non posso dire che questo inizio di scuola sia partito alla grande, anzi!
Ma uso l’ironia per non apparire troppo pessimista.
Tra l’altro a tutti quelli che mi dicono “Oh, Licia, ma come sei pessimista sulla Scuola” vorrei ricordare che spesso un pessimista è semplicemente un realista ben informato.

Comunque, veniamo a noi: ho raccolto un po’ di feedback, positivi e negativi, da genitori e insegnanti, molti anche al di fuori della mia piccola regione di appartenenza (quelli critici che vedrete sono tutti di fuori, così i miei “compaesani” non si arrovellano ad identificare la scuola incriminata).

Col mio lavoro incontro tanti insegnanti e genitori, questo è solo un mio personale punto di vista, prendetelo per quello che è, mi raccomando. E proviamo a riflettere, senza polemiche divisive.

NOTE POSITIVE:

✔️ Molti ragazzi sono felici di essere tornati in presenza, anche se sono entrati nelle stesse aule spesso fatiscenti, anche se nuovi spazi non ne hanno trovati, anche se sanno che grandi novità sulle regole non ci sono neppure quest’anno, anche se continuano a viaggiare su pullman pieni, anche se le palestre continuano a mancare e di laboratori ne faranno ben pochi, ma loro sono contenti. Hanno una fame di relazione e di presenza che voi non avete idea. Ricordiamocelo.
I bambini sono felici da sempre di andare a scuola e, nonostante staranno mascherati anche quest’anno, sono felici lo stesso di essere tornati. Meraviglia! Il loro ottimismo dobbiamo tenercelo stretto.
✔️ Ci sono alcune (rare) Istituzione scolastiche che hanno già tutti i docenti, il Servizio mensa già attivo, e dove tutto sta funzionando. Ricordiamoci che in mezzo a tanto marasma negativo di cui sentiamo parlare, da qualche parte (non si sa se sia fortuna, o buona gestione locale) qualcosa quest’anno sta funzionando, pur in una Scuola che a livello ministeriale, dall’alto, è tristemente uguale allo scorso anno. Il merito, se c’è, è locale, non di certo di Mr.Bianchi e del suo staff.
✔️ Ci sono scuole (rare ma ci sono), come il noto Marco Polo di Firenze, che stanno continuando a lavorare con potenza per rinnovare la scuola negli spazi (portare bellezza è fondamentale) e per rinnovare la didattica, coinvolgendo i ragazzi in modo attivo e dando ascolto alle loro istanze. Ci sono anche altre scuole, meno alla ribalta, che si sono attivate allestendo spazi esterni, ci sono le scuole senza zaino, ci sono quelle che continuano a portare avanti, nonostante il Covid, la didattica per ambienti di apprendimento, ci quelle che fanno progetti fighissimi dalla robotica alla musica. Se lo fanno loro (sono tutte Scuole pubbliche) potrebbero farlo tutte le Istituzioni. Pensiamoci.
✔️ Ci sono proff che hanno iniziato l’anno accogliendo i ragazzi, ascoltandoli, dando spazio alla relazione, occupandosi della motivazione scolastica dei ragazzi per capire quanto questa sia andata giù, proff che hanno legittimato lo sconforto di alcuni adolescenti, hanno usato l’ironia e le laggerezza per sostenere le fatiche dei ragazzi, a cui la pandemia ha rubato 18 mesi di vita e di socialità. Che qualcuno raccolga quella rabbia e quella frustrazione senza minimizzare, ma aiutando i ragazzi a rialzare lo sguardo ed a fare squadra, che qualcuno porti sorriso, allegria e energia positiva è importantissimo in questa fase storica. Questi docenti virtuosi, messi a lavorare per un’altro anno in una condizione difficilissima, poco rispettati nelle loro esigenze e sovraccaricati di burocrazia e di responsabilità, sono per me i Nuovi Eroi che tengono in piedi la Scuola che i Governi stanno distruggendo da anni. Sono i baluardi delle nostre frontiere educative.
✔️ Ci sono maestre che, quest’anno, stanno sfruttando intelligentemente i cavilli linguistici del protocollo scuola che, seppure molto identico allo scorso anno, ha introdotto il ‘distanziamento flessibile‘ (sì, lo so, fa ridere solo a dirlo, ma giochiamocelo in modo strategico): questo significa che il distanziamento è raccomandato, ma non è un vincolo rigido da spada di damocle sulla testa dei docenti! Teniamolo presente! E quindi, quest’anno, finalmente, so di molte maestre che hanno rimesso i banchi vicini per lavorare con le isole di apprendimento, che hanno già iniziato a far fare di nuovo i lavori di gruppo, che fanno lavorare i bambini a coppie su un cartellone, che sono tornate a far condividere il materiale (ormai anche noi abbiamo superato la fobia e facciamo la spesa al supermercato dandoci giusto una passatina di gel prima e dopo, o no?).
E ci sono maestre che fanno lavorare i bambini in giardini e che, nell’intervallo e nei giochi all’aperto lasciano, giustamente, i bambini smascherati. Sono all’aperto, santocielo, e sono bambini, si è chiarito che non sono degli untori!

NOTE NEGATIVE:

⛔️ Ci sono già classi messe in quarantena preventiva. In tutta Italia. Dopo soli 10 giorni. Vi stupite? Io no: d’altronde con lo stesso protocollo dello scorso anno, cosa vi aspettavate? O lo cambieranno a breve (pare ne stiano parlando), togliendo la quarantena a tappeto per tutta la classe e facendo il famoso contact tracing, isolando e fermano solo i positivi, o avremo intere classi quarantenate tutto l’anno. E di nuovo Dad e scuola a singhiozzo. E’ matematico. Triste, ma inevitabile.
⛔️ Diversamente dalle isole felici raccontate sopra, in molte scuole mancano tantissime nomine di docenti, ci sono bambini e ragazzi che ancora questa settimana fanno solo 3 ore di scuola. Alla faccia del gap pandemico da recuperare, e del rispetto per le famiglie coi bimbi piccoli che, dopo un’estate a svenarsi nei centri estivi, ora devono fare acrobazie tra nonni o baby-sitter! Quelle con i figli adolescenti ormai sono rassegnate, anche se forse si erano illuse che, almeno quest’anno, ci sarebbe stati tutti i proff ad inizio scuola. Chiedere più organizzazione dopo 18 mesi di pandemia era troppo? Ma in questi 7 mesi il nuovo Ministro cosa ha fatto, giocato a briscola nei corridoio del Miur?
⛔️ Ci sono proff che hanno iniziato l’anno già incarogniti. Non tanti, ma ci sono, e qualche danno lo stanno facendo. E lo capisco eh, se sono incavolati con Ministero, con Governo o con #Saturnocontro. Non lo capisco proprio se, invece, lo sono con i ragazzi.
O se scaricano frustrazioni personali sui ragazzi. Minacciare “occhio che quest’anno i voti non saranno più regalati” (messaggio tristissimo e autolesionista, questo vuol dire che lo scorso anno con la Dad non avete lavorate seriamente?), oppure “ragazzi, quest’anno la promozione ve la dovrete sudare amaramente” (ahh perchè lo scorso anno alle superiori non avete già bocciato e rimandato intensamente?) insomma entrare in classe con l’ascia in mano, calandola su ragazzi già pesantemente vittime di questo tempo distopico, entrare in aula livorosi e aggressivi, proprio non ha senso. Non ha senso mai, ma quest’anno, menoche meno, diamine!
⛔️ Ci sono stati “incidenti di percorso” che io (#nonchiamatemiCassadra) avevo ahimé previsto, legati alla questione “Green Pass minori” e alle boutade comunicative del Ministro sulla fantasiosa questione delle mascherine in classe. Per citare qualche “grottesco” evento ci son stati Proff che hanno chiesto davanti a tutta la classe di alzare la mano per contare chi avesse il Green Pass e chi no (che è come chiedere chi è vaccinato e chi no…ops) perchè bisogna organizzare il pullman per la gita (ma li capisco eh, chi lo ha fatto era mosso da legittima ansia organizzzativa), ci sono altri che di fronte all’ingenua domanda di un alunno “Proff, ma perchè io che sono vaccinato devo portare la mascherina?” (domanda legittima, stellina di un tredicenne) hanno risposto “perchè evidentemente altri nella classe non lo sono” (apperò! ottima strategia per prevenire conflitti e bullismo covid-correlato), come la chicca finale di una docente di diritto che, classe nuova, ha fatto l’appello il primo giorno per imparare i nomi e ad ognuno ha chiesto di dire nome, cognome e se era vaccinato o no, e alla sparuta minoranza di alunni che ha risposto “no, non sono vaccinato” ha anche chiesto “E Perchè?”.
No ma, complimentoni! Ora, se alcuni inciampi erano prevedibili e giustificabili, azioni come quest’ultima meriterebbero, a mio avviso, una sanzione disciplinare non da poco (soprattutto perchè un docente di diritto che agisce così dimostra incompetenze nella materia che insegna, alla faccia della legge sulla privacy e sui dati sensibili).
⛔️ Ci sono genitori della scuola dell’infanzia messi in difficoltà dalla questione Green Pass (introdotta a scuola dal venerdì per il lunedì, sempre nella logica del rispetto delle famiglie e della scuola) che non sempre fanno in tempo a tamponarsi per entrare a vestire/svestiere il figlio e maestre (bravissime) che si fanno in quattro per trovare una soluzione aiutate dalle bidelle, ci sono genitori con Green Pass giustamente incavolati perchè ora non entrano più dato che alcune scuole hanno scelto la linea paradossale del “allora non facciamo più entrare nessuno dentro la scuola” (segnalo che ci sono anche Dirigenti, straordinari, che invece si stanno inventando per le scuole dell’infanzia delle zone ingresso ‘filtro’ accessibili a tutti), ci sono genitori che fuori dalla scuola si scambiano reciproci sguardi torvi, come soldati di schieramenti opposti, ci sono le maestre a cui è stato rubato quel prezioso tempo relazionale col genitore (bastano 5 minuti al mattino e 5 al pomeriggio) che consentirebbe loro di lavorare meglio.
Come lo scorso anno i genitori anche alla primaria sono confinati oltre i cancelli, pare che neppure all’aperto, distanziati e mascherati in un cortile sia lecito ammetterli. Follia!

Ormai siamo Covid-governati, in una macchina infernale che sta producendo sofferenze emotive e ferite relazionali che impiegheremo tempo a rimarginere. Se mai saremo capaci di farlo.

E la Scuola, ancora una volta, è quello spazio che in questa pandemia è stato più bistrattato, appesantito, burocratizzato e svuotato di senso.

A questo punto è evidente che questo processo, che è in corso da anni, non sta avvenendo per caso.
Italo Calvino ci aveva visto lungo molto tempo fa.

Un paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un paese che demolisce l’Istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”
ITALO CALVINO

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